IL DILEMMA DELLA CONTINUAZIONE MORTIS CAUSA NELLE SOCIETA’ DI PERSONE TRA ESIGENZE SOCIALI E LIMITI LEGALI
Corte di Cassazione, Sezione I, 19 giugno 2013 n. 15395
A distanza di quasi un decennio dall’ultimo pronunciamento sul punto la Suprema Corte ribadisce la ammissibilità della cd. clausola di continuazione obbligatoria in materia di Società in accomandita semplice.
Aspetti normativi e pratici della mediazione civile e commerciale. Spunti e riflessioni
La mediazione civile e commerciale riveste nell'attuale contesto socio-economico nazionale i connotati e le potenzialità per costituire una reale innovazione alternativa alle risoluzioni giudiziarie delle controversie civili e commerciali in un’ottica di alleggerimento del contenzioso innanzi agli uffici giudiziari, oramai al limite della paralisi.
Il nuovo art. 42 bis T.U.: l’espropriazione e i suoi profili problematici alla luce dell’ordinanza n. 442/2014
Negli ultimi anni sono registrate diverse condanne da parte della CEDU ai danni dell’Italia, tutte aventi ad oggetto il regime legale nazionale delle espropriazioni sia con riguardo alle modalità ablatorie (l’an della c.d. accessione invertita) sia con riguardo ai criteri indennitari previsti ex lege per ristorare il privato della perdita subita per effetto dell’espropriazione del suolo.
LA (CONTRO) RIFORMA DEL TITOLO V. PRIME OSSERVAZIONI SUL D.D.L. COST. A.S. 1429-A, XVII LEGISLATURA
1. Il Governo Renzi ha presentato alle Camere un disegno di legge costituzionale volto a modificare profondamente la Costituzione, cercando altresì di garantirne la rapida approvazione. L’aspetto di tale progetto di riforma costituzionale sul quale si stanno maggiormente confrontando sia le parti politiche sia l’opinione pubblica è quello del superamento del bicameralismo paritario, connesso, peraltro, alla riforma (anch’essa ancora in fieri) della legge elettorale. Tuttavia, la proposta di riforma costituzionale intende intervenire anche sul Titolo V della Parte II della Costituzione, già ampiamente novellato con le leggi costituzionali n. 1 del 1999 e n. 3 del 2001.
È noto che il fenomeno dell’immigrazione attraverso le numerose rotte del mare Mediterraneo ha avuto inizio degli anni novanta – con provenienza dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente verso l’Europa – e che si è intensificato – per varie ragioni, di natura locale ma anche globale – proprio contemporaneamente con l’inasprirsi della politica di controllo delle frontiere esterne da parte della UE, che ha cominciato a manifestarsi da quando (nel 1999) l’acquis di Schengen è stato integrato nel quadro istituzionale e giuridico dell’Unione europea in virtù di un Protocollo allegato al trattato di Amsterdam.
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